L’EMERGENZA CORONAVIRUS IMPONE IMMEDIATAMENTE IMMISSIONE DI LIQUIDITA’ A FONDO PERDUTO

Necessita Liquidità Immediata a Fondo perduto per affrontare l’Emergenza Coronavirus ed evitare una probabile depressione economica del paese

Oggi voglio tornare nuovamente a parlare di economia perché a più di un mese di distanza dall’inizio dell’epidemia da coronavirus non è arrivato, da parte dello Stato, alcun euro in favore di famiglie, imprese, lavoratori, professionisti e partite IVA.

Ora essendo passato così tanto tempo penso sia evidente che l’Italia non ha soldi per far fronte a questa emergenza.

Quindi al posto di parole, parole e ancora parole ritengo che il popolo italiano che vive del suo lavoro e che non ha mai chiesto un euro allo Stato voglia vedere i fatti perché di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno. 

Pertanto, a mio giudizio, quali sono le strade che l’Italia può percorrere in questo momento di crisi e di difficoltà:

  • Aver la forza politica di chiedere alla BCE di intervenire a favore del nostro debito e quindi emettere titoli di stato in quantità per piazzarli sul mercato facendo poi intervenire la Banca centrale nel caso le aste di acquisto andassero deserte.
  • Qualora lo Stato non avesse la giusta forza politica per esercitare tale pressione allora si potrebbe pensare alla collocazione di titoli con annessi vantaggi fiscali per i sottoscrittori e che siano rivolti direttamente ai cittadini italiani. 
  • Qualora tale via non sia praticabile è necessario ed urgente ripensare alla posizione dell’Italia all’interno dell’Unione Europea andando ad utilizzare immediatamente la propria banca nazionale. 

Urge dare liquidità immediata ad imprese e lavoratori e i danari devono essere attribuiti a fondo perduto perché come l’uomo si nutre di cibo le imprese si cibano di moneta.

Assolutamente il MES è inadeguato alla situazione attuale infatti: 

  • Qualora l’Italia accettasse tale linea di credito vorrebbe dire andare a sottoscrivere un patto con i propri creditori per il rientro da tale finanziamento che sul piano pratico rischia di tradursi in: diminuzione di pensioni, stipendi, patrimoniali e tagli al nostro welfare, purtroppo la Grecia è un triste esempio di applicazione del MES. 

Lo stato dovrà poi intervenire pesantemente a favore di società e lavoratori voglio fare solo un piccolo esempio: 

  • Poniamo di essere titolari di un ristorante che ogni sera prima del Coronavirus aveva in media 120 coperti ora in base alle nuove norme dovrà essere rispettata la distanza di almeno un metro tra un avventore ed un altro e praticamente ciò comporta un riduzione dei coperti che dovrà passare necessariamente da 120 a 40 per essere rispettosi delle nuove normative.
  • Quindi come è possibile per il titolare del ristorante continuare ad avere la stessa forza lavoro se il numero degli avventori crolla drasticamente? 
  • Come è possibile per il gestore del ristorante onorare il canone di locazione? 
  • Come è possibile continuare a pagare le stesse bollette? 

Urge che lo Stato si interroghi e cerchi di individuare una soluzione a come concretamente vuole strutturare la ripartenza intervenendo dove necessario anche nei rapporti tra privati perché se così non sarà a partire da giugno si rischiano fallimenti a catena e disoccupazione che conseguentemente esploderà.

A quel punto però lo stesso ordine sociale come lo abbiamo conosciuto rischierà seriamente di implodere perché se la gente non lavora è logico che poi si ribelli o che delinqua. 

Quindi ora è il tempo dei fatti, delle scelte, le chiacchiere stanno a 0. 

Forza Italia e forza italiani, uniti ce la faremo e vinceremo anche questa battaglia.

Avvocato Simone Epis

Avvocato Simone Epis Studio Legale a Roma e Bergamo