AGEVOLAZIONI FISCALI IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO

Agevolazioni fiscali separazione consensuale o divorzio

In merito alle normative agevolative previste per i casi di divorzio o di separazione, l’articolo 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (‘Novità sulla normativa che disciplina le situazioni di cessazione del matrimonio’) dispongono che la documentazione, gli atti e le disposizioni in merito al procedimento di cessazione del rapporto di matrimonio o del termine degli effetti civili degli stessi, oltre che alle procedure di tipo cautelativo e attuativo che volgono a pretendere l’assegno o la sua riesamina come da artt. 5 e 6 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, di fatto sono dispensati da ogni tipologia di tassazione, compresa imposta di bollo e registro.

Le disposizioni agevolative sono applicabili anche alle procedure di separazione come stabilito dalla Corte Costituzionale in merito alla sentenza del 10 maggio 1999, n. 154.

Inoltre, la Corte di Cassazione ha dichiarato che tramite l’esonero in parola il legislatore ha voluto agevolare le consuetudini e gli atti che in funzione del crollo dei capisaldi del matrimonio, i coniugi, mettono in pratica la volontà di mettere a norma sotto la supervisione del giudice i loro legami di tipo patrimoniale che conseguono alla separazione o divorzio, compresi anche le intese che riconoscono di fatto la cessione della proprietà comprensiva di beni immobili all’esclusività di uno o all’altro.

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Quindi in caso di crisi coniugale il legislatore consente un notevole risparmio di costi nel caso in cui i coniugi siano intenzionati a trasferire propri immobili nel quadro di un accordo complessivo globale.

Infatti spesso può accadere che un coniuge paghi una cospicua parte del mutuo al fine di andare ad acquistare l’immobile di residenza familiare ovvero la casa di vacanza e nel momento in cui la coppia entra in crisi il coniuge che ha effettuato l’esborso economico potrebbe cercare di riottenere l’esborso economico che ha affrontato oppure potrebbe tentare di trovare un accordo con l’altra parte al fine di diventare proprietario di qualche bene immobile. 

Qualora si volesse scegliere questa opzione i coniugi hanno notevoli vantaggi fiscali ed in aggiunta è interessante sottolineare come il trasferimento in favore dell’altro coniuge è un contratto atipico che potrebbe essere definito “contratto della crisi matrimoniale”, con una sua causa tipica ossia quella di definire i complessi rapporti di natura familiare sorti in occasione della separazione.

In conseguenza non si tratta di una donazione perché non vi è spirito di liberalità incompatibile per sua natura con il conflitto coniugale e quindi non si debbono rispettare i requisiti di forma prescritti per la donazione. 

Il contratto in esame non è neppure una transazione, posto che gli accordi presi in sede di separazione o divorzio, mancano di vicendevoli licenze, sono sempre modificabili e non possono essere oggetto di rinuncia poiché l’obbligo di mantenimento è un diritto inderogabile.

Alla luce di ciò solo il contratto in esame gode dei benefici fiscali sopra citati e non è soggetto a collazione, ossia all’obbligo di conferire in successione tutto ciò che si è  ricevuto come donazione in vita, in caso di morte del cedente.

Avvocato Simone Epis

Avvocato Simone Epis Studio Legale a Roma e Bergamo