IL PROCESSO ESECUTIVO PER IL RECUPERO DEL CREDITO

Procedura Recupero crediti Giudiziale

Il processo esecutivo è rivolto alla soddisfazione dell’interesse del creditore, infatti, nella prassi, spesso capita che una parte ha rispettato i propri doveri contrattuali mentre l’altra è inadempiente.

Al fine di potere ricorrere al giudice è necessario essere in possesso di un titolo esecutivo e l’art. 474 c.p.c. stabilisce che sono considerati tali i seguenti:

  • Le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti per i quali le norme della legge conferiscono inequivocabilmente effetto attuativo. 
  • Le scritture private convalidate, cambiali e altri titoli di credito. 
  • Gli atti accolti da notaio oppure ricevuto da pubblico ufficiale legittimato dalla normativa vigente.   

Una volta in possesso di uno dei titoli sopra elencati è necessario che il credito vantato dall’adempiente  sia certo, liquido ed esigibile.

La certezza del diritto si ha quando esso risulta chiaro nel suo contenuto e nei suoi limiti e non è controverso nella sua esistenza.

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Con il concetto di liquidità si fa riferimento alla circostanza che il credito è costituito da un ammontare determinato oppure determinabile attraverso un semplice calcolo matematico applicato ai dati contenuti nello stesso titolo o ricavabili da leggi o altri provvedimenti.

Quanto all’esigibilità si intende che il credito non è più sottoposto a termini o condizioni di alcun tipo, o non lo è mai stato.

Qualora i punti sopra menzionati sussistano tutti il creditore può dare avvio al procedimento esecutivo ed entrando maggiormente nel dettaglio lo stesso funziona nel seguente modo: 

  • Una volta che il creditore ottiene un titolo esecutivo è necessario che lo notifichi al debitore con l’utilizzo di un atto di precetto, ossia un atto con cui si intima al debitore di assolvere all’obbligazione derivante dal titolo attuativo non prima di un periodo effettivo di dieci giorni, con intimazione che in caso di difetto, si proseguirà con adempimento forzoso. Il precetto per produrre i propri effetti deve contenere le indicazioni previste dall’art. 480 c.p.c. 
  • Il precetto perde la sua efficacia nel caso passati novanta giorni dalla sua attuazione, ancora manca di essere attivata l’esecuzione ufficiale. 
  • A questo punto, una volta che sia il titolo attuativo ed il precetto vengono  trasmessi ufficialmente al debitore, da qui in avanti ha inizio il periodo operativo atto al pignoramento effettivo.

La fase pignoratizia è quella dell’esecuzione vera e propria, verrà analizzata in un seguente articolo che verrà pubblicato nel sito.

La fase pignoratizia si differenzia in base all’oggetto del pignoramento perché il pignoramento mobiliare è governato dagli articoli 491 e seguenti del codice di procedura civile mentre le norme di riferimento per l’espropriazione immobiliare sono contenute agli artt. 555 e seguenti del codice di procedura.

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