L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN CASO DI SEPARAZIONE TRA CONIUGI

L’assegno di mantenimento per il coniuge a cui non sia attribuibile la separazione è previsto ex art. 156 c.c.

Infatti l’articolo in questione stabilisce che:

Il giudice che pronuncia la separazione, definisce a beneficio del coniuge [38] al quale non sia addebitabile la separazione [151] l’attribuzione di ottenere dall’altro, quanto necessita per il suo sostentamento, nel caso egli non sia in grado di approvvigionarsi con redditi personali [548, 585].

L’importo viene deciso in funzione della situazione circostanziale e dei redditi di chi é obbligato, evidenziando che sia d’obbligo la remunerazione per gli alimenti come dagli articoli 433 e seguenti [438].

Il Giudice in funzione della sua autorità, nel momento che pronunzia la separazione, può decidere di far produrre al coniuge una valida garanzia effettiva [2784] , oppure personale, nel caso si possa comprendere che possa esimersi dal compimento dell’obbligazione attesa dai commi precedenti, oltre che dall’articolo 155.

Inoltre la sentenza stabilisce titolo idoneo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ai sensi dell’articolo 2818.

Nel caso si sia di fronte ad un’inadempimento effettivo, allora, unicamente su istanza del beneficiario di diritto, il giudice può ordinare la confisca [art. 671 del c.p.c. e ss.] di una porzione di quei beni di proprietà del coniuge che ha l’obbligo di adempiere a quanto deciso e ordinare a terzi che sono vincolati per legge a fornire anche in forma dilazionata, il danaro all’obbligato ed una quota saldata direttamente agli aventi diritto.

Nel caso si verifichino motivazioni che giustifichino la revoca o la modifica del precedente provvedimento, riportato nei commi [710 c.p.c.], il giudice può procedere con l’annullamento, qualora fosse stata presentata un’istanza dalla persona interessata.

Se prima del 2019 il principio base corrispondeva a quello per cui veniva riconosciuto al coniuge cui non veniva addebitata la separazione, e che non aveva redditi propri sufficienti per conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, l’assegno di mantenimento previsto dal primo comma dell’art. 156 c.c. e di un ammontare che permettesse il più possibile di continuare a sostenere il tenore di vita prima della rottura della vita familiare, in seguito all’Ordinanza n. 26084/2019 -Cassazione, sezione sesta civile- tale assioma è entrato in crisi.

Sull’Assegno di Mantenimento da Separazione la Cassazione é molto Chiara

“Per quanto riguarda il provvedimento che stabilisce la misura dell’assegno che può essere contestato con la quarta motivazione di ricorso, si evidenzia come la sentenza della Corte distrettuale sia completamente corrispondente alla giurisprudenza di legittimità (Cass. civ. S.U. n. 18287 dell’11 luglio 2018) seguendo il seguente principio: “lo scopo stabilizzante del reddito degli ex coniugi,

anche questa stabilita dal legislatore all’assegno divorzile non ha il fine di ripristinare lo standard economico di vita extraconiugale, bensì al contraccambio della funzione del e del contributo dovuto dall’ex coniuge che risulta dal punto di vista economico, meramente più svantaggiato alla creazione del patrimonio del nucleo familiare, oltre che di quello delle singole persone personale come ex coniugi.

Ne consegue che la domanda di accertare un alto standard economico di vita vissuto durante il matrimonio, non trova alcuna rilevanza in merito, pertanto l’elevata consistenza del patrimonio del coniuge, che dovendosi aggiudicare all’assegno di divorzio, all’esame di legittimità giurisprudenziale, una finalità di assistenza decisamente soddisfacente nei termini dell’assegno che viene riconosciuto con una caratteristica di compensazione che manca di trovare corrispondenza alcuna in ogni azione difensiva di deduzione e istruttoria.

Assegno mantenimento separazione

Separazione Moglie Senza Reddito

In forza a quanto disposto da quest’ultima presa di posizione della Corte di Cassazione pare che l’ammontare dell’assegno di mantenimento non debba più essere congruo al tenore di vita tenuto dai coniugi in costanza di matrimonio ma dovrà essere parametrato al contributo fornito dal coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia.

Tuttavia all’indirizzo giurisprudenziale in commento si ritiene possibile fare una critica di fondo ossia che diversi sono i presupposti tra separazione e divorzio, infatti con il divorzio la vita coniugale non può essere più recuperata mentre ex art. 157 c.c. gli effetti della separazione possono mancare anche con un comportamento che sia intollerabile con la situazione in essere di separazione.

Quindi date le poche pronunce della Corte di Cassazione conformi all’Ordinanza n. 26084/2019 -Cass., sezione sesta civile- si ritiene ad oggi ancora possibile far riferimento allo storico criterio interpretativo dell’assegno di mantenimento ancorato al tenore di vita familiare.

Assegno Mantenimento Separazione Consensuale

Inoltre l’assegno di mantenimento al coniuge separato è dovuto dal momento del deposito del ricorso di separazione e ciò in virtù del principio secondo cui un diritto non può «restare pregiudicato dal tempo che necessita per farlo valere in giudizio».

Va da se che la cifra stabilita dal Presidente del Tribunale per il mantenimento può essere retroattiva rispetto alla data in cui viene presentata la domanda, pertanto sarà necessario coprire anche le eventuali rate che mancano di essere state versate, fino a copertura di quella data e nel caso il totale dei danari per il mantenimento che ha stabilito il giudice al termine della causa, sia superiore a quello stabilito dal presidente del tribunale, sarà necessario versare anche quella parte di differenza per l’intero arco di tempo del giudizio, mentre nel caso fosse inferiore, nessun rimborso risulta essere dovuto.

In fine, é lecito comprendere se al giorno in cui si é effettuato la domanda, sia possibile far decorrere la rata dell’assegno di mantenimento perché deve risultare chiaro che vi siano state le condizioni utili a decidere in tal senso

Avvocato Simone Epis

Avvocato Simone Epis Studio Legale a Roma e Bergamo

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